E’ inutile negarlo, se c’è una parte dello snowboard che sta subendo una forte crisi ed un grande declino, questa è la parte alpina, come si diceva una volta, o hard, insomma il mondo del “rigido”.
Omai c’è più di qualcuno che se gli dici tavola hard ti guarda strano, ti chiede che cos’è… Proprio come accadeva qualche anno fa in America, ed allora noi lo trovavamo persino assurdo, purtroppo invece siamo arrivati rapidamente allo stesso livello.
Eppure per molti anni in Europa l’alpine – nome che qui sarà preferito e che indubbiamente ha un suo fascino – ha avuto una prevalenza sul soft e un successo notevole, tanto che fino alla metà degli anni 90 non era raro trovare club e gruppi nei quali la stragrande maggioranza era dedita al “rigido”. Questa crisi in parte è stata determinata da fattori contingenti, quali il progresso nella tecnica e nei materiali di costruzione che ha reso le tavole soft strumenti perfettemente adatti anche alle piste, cosa in cui prima l’hard superava di gran lunga il soft; non senza alcuni errori di fondo nel mondo hard che sicuramente hanno accelerato il tutto.
Ma molti neofiti dell’anno 2000 si chiederanno sicuramente, arrivati fino a questo punto, di che cosa… Di quali reperti.. Storici sta parlando? Gli articoli presenti qui, in introduzione, e in materiali vogliono proprio dare una visione di quello che è ancora, e in parte era, l’alpine.
Prima però un’ultima considerazione. Lo snowboard ha avuto un successo strepitoso per l’insieme di molti fattori, fra i quali certamente la varietà di stili e interpretazioni talvolta quasi opposti tra loro, in cui però ognuno trovava il “suo”, la tribù in cui identificarsi. Distruggere una delle espressioni più austere e più tecniche del nostro sport in nome di una malintesa omologazione nel tutto-freestyle di moda adesso è un errore da evitare, perché a giudizio di chi scrive snatura l’essenza “multirazziale” dello snowboard.
Errore simile a quello che ai cugini dello sci è costato carissimo, molti si ricorderanno degli anni in cui guai se non avevi gli sci da slalom gigante similgara da due metri, la versatilità e gli stili diversi non erano ammessi… Ergo, crisi nera e salvataggio solo grazie a idee come carving, e poi freeride e freestyle, spudoratamente - e all’inizio dichiaratamente - copiate dallo snowboard.
Vogliamo forse fare lo stesso madornale errore anche noi snowboarders???? Questo specie perché appaiono all’interno del mondo snowboard delle voci, anche autorevoli, forse più di quella che appare in queste pagine, che irridono l’alpine e lo danno per morto. Alle stesso si vuole replicare: ben venga la morte dei lati deleteri e sicuramente fuorvianti dell’alpine, che sia pure purificato da questa tremenda crisi, ma viva l’alpine per le emozioni uniche ed inarrivabili che può dare, sia pure a chi ne accetta i limiti senza forzarli, ed è disposto ad una pratica più lenta e progressiva delle altre discipline del nostro sport! Vogliamo forse dimenticarci che molti sciatori hanno abbandonato “i due assi” folgorati non tanto dalle evoluzioni aeree dei freestylers, ma spesso dalle curve incredibili e piene di stile disegnate nelle piste dagli alpiners????
A chi resta ancora scettico voglio dire: se la componente aerea e acrobatica dello snowboard non è la tua preferenza, prova a considerare l’hard come un’alternativa per i momenti in cui non c’è neve fresca, e ti tocca faticare per tenere la tua tavola soft su una pista ghiacciata, e ne ricavi solo crampi ai muscoli delle gambe... Oppure anche solo per perfezionare la tua tecnica – sicuramente dopo aver imparato bene con il soft, non prima - con dei movimenti più precisi e con minor possibilità d’errore, certo con uno stile diverso da quello in voga nel soft, ma con un’eleganza che nessuno può negare… Fino a qualche anno fa si sentiva spesso dire: guarda come scende quello, si vede che viene dall’alpine!
E’ poi curioso vedere come diverse persone che lo provano, pur provenendo da anni di soft, restano stupite dalla potenzialità della “vecchia tavola da pista”, però poi nessuno ha il coraggio di approfondire l’uso di questo strano e forse un po’ ostico arnese...
Vediamo allora di tentare di conoscerlo meglio, magari prima andiamo a leggerci la sezione materiali hard e l'introduzione della nostra campionessa Isa, poi semmai continuiamo con la seconda pagina qui allegata...
(…continua…)
Nico